AGOSTINO BONALUMI

L’intelligenza dei materiali

Realizzato da
 Archivio Bonalumi
 Zenit Arti Audiovisive

60’, English subtitles, 2018

Regia: Fabrizio Galatea
Direzione storico-artistica: Francesca Pola
Fotografia: Paolo Rapalino
Montaggio: Lucio Viglierchio
Direttore di produzione: Francesca Portalupi
Musiche: Fabio Viana

Con Agostino Bonalumi, Fabrizio Bonalumi, Pierenrico Bonalumi, Nanni Balestrini, Luca Massimo Barbero, Fernanda Bonino, Luciano Caramel, Gillo Dorfles, Uliano Lucas, Davide Mazzoleni, Gabriele Oriali, Franca Scheggi, Arturo Schwarz, Tommaso Trini

Il documentario è un viaggio attraverso la sperimentazione artistica di Agostino Bonalumi, il cui racconto procede in parallelo con il miracolo economico italiano degli anni sessanta; l’evoluzione tecnologica e la scoperta di nuovi materiali di largo consumo (la plastica, la gomma, i metalli) entrati a far parte dell’uso domestico; la Milano di Brera, Lucio Fontana e Piero Manzoni che aveva come centro di ritrovo il mitico bar Giamaica; il successo popolare della Triennale e lo sconfinamento della pittura nell’architettura, nel design, nella scultura, nel teatro; l’avventura degli artisti italiani a New York e il rapporto con le sperimentazioni europee e statunitensi.
Fulcro narrativo del film è l’ultima intervista a Bonalumi, realizzata pochi mesi prima della sua scomparsa nel 2013, che costituisce una preziosa e insostituibile testimonianza della sua profondità poetica e teorica. A essa si intrecciano le voci di amici, familiari e colleghi che l’hanno conosciuto e frequentato, accompagnandolo nel suo percorso artistico: i figli Fabrizio e Pierenrico Bonalumi, i galleristi Arturo Schwarz, Fernanda Bonino, Davide Mazzoleni, lo scrittore e artista Nanni Balestrini, i critici Gillo Dorfles, Luciano Caramel, Tommaso Trini, Luca Massimo Barbero, il fotografo Uliano Lucas, l’amica Franca Scheggi, il collezionista Gabriele Oriali. La narrazione si completa attraverso un esteso apparato documentario e audiovisivo, proveniente da una vasta ricerca che ha avuto come suo fulcro l’Archivio Bonalumi.
Il film immerge l’esperienza artistica di Bonalumi nel contesto sociale e culturale in cui ha vissuto, per mostrare quanto l’arte sia strettamente legata alla contemporaneità e a un milieu popolare in apparenza distante. Non solo dunque un racconto biografico di un’epopea della nostra storia recente, ma anche un meccanismo originale per comprendere i cambiamenti di gusto e percezione che hanno attraversato la contemporaneità italiana a partire dagli anni sessanta.